Seed And Chips Morning Future
Ispirare Best Practice 24 Giugno Giu 2019 1429 24 giugno 2019

I Greta Thunberg del food: ecco i “teenovator” che cambieranno il nostro modo di mangiare

Nell’ultima edizione di Seed&Chips, a Milano, sono stati chiamati a raccolta i giovanissimi con progetti e idee per cambiare il food system attuale e affrontare le sfide globali guidati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile redatti dall’Onu

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Giovanissimi dalle idee chiare. Sembra un ossimoro, ma non lo è. Si tratta, piuttosto, della più sintetica descrizione di quei ragazzi della Generazione Z impegnati sulle tematiche ambientali. Un’ondata che, sulla scorta dell’esempio della adolescente svedese Greta Thunberg, sta imponendo all’opinione pubblica e ai leader politici un’agenda di temi che vanno dall’inquinamento al consumo di suolo, passando per i cambiamenti climatici, la difesa degli animali a rischio estinzione e le abitudini alimentari.

E così anche nel mondo degli innovatori del food si impongono sempre più i nuovi “Greta Thunberg”. Come è emerso nell’ultima edizione di Seed&Chips, la manifestazione milanese che dal 6 al 9 maggio ha chiamato a raccolta leader politici e innovatori negli spazi di Fiera Milano Rho.

La kermesse è stata anche l’occasione per presentare i teenovators che hanno preso parte a un contest organizzato assieme a “Fondazione Francesca Rava – NPH Italia” per chiamare a raccolta i giovanissimi con progetti e idee per cambiare il food system attuale e affrontare le sfide globali guidati dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile redatti dall’Onu.

Pochi sanno che nel mondo ci sono giovani e giovanissimi che si impegnano per cambiare le cose, che progettano soluzioni innovative per la salvaguardia dell’ambiente e per incentivare stili di vita più sostenibili

Marco Gualtieri, presidente e fondatore di Seed&Chips

«Pochi sanno che nel mondo ci sono giovani e giovanissimi che si impegnano per cambiare le cose, che progettano soluzioni innovative per la salvaguardia dell’ambiente e per incentivare stili di vita più sostenibili», ha spiegato Marco Gualtieri, presidente e fondatore di Seed&Chips.

Fra questi, i tredicenni ucraini Nikita Shulga e Sophia-Christina Borisyuk che, attraverso il progetto Campola si occupano di recuperare il cibo nelle scuole e si prefiggono l’obiettivo di dotare i circa 18mila istituti del loro Paese di sistemi di compostaggio.

Oppure Gitanjali Rao, anche lei tredicenne, colpita dallo scandalo dell’acqua contaminata a Flint in Michigan (Usa), a cui ha risposto ideando il dispositivo Tethys che, attraverso l’utilizzo di nanotubi in carbonio rileva la presenza di piombo nell’acqua. O, ancora, Genesis Butler, attivista dodicenne della California (Usa) e ambasciatrice della Million Dollar Vegan, organizzazione che cura la campagna globale contro i cambiamenti climatici a partire dal cambiamento delle nostre abitudini alimentari. Comprese, addirittura, quelle del Papa, a cui la giovane ha proposto di adottare una dieta a base vegetale nel periodo di Quaresima.

Genesis Butler, attivista dodicenne della California e ambasciatrice della Million Dollar Vegan, ha proposto addirittura al Papa di adottare una dieta a base vegetale nel periodo di Quaresima

Oltre alla propria testimonianza e ai propri progetti, i teenovetors si sono anche alternati sul palco per introdurre i panel principali. Un’occasione che ha permesso a questi giovanissimi di prendere la parola e fornire il proprio punto di vista sul tema della sostenibilità ambientale.

«Ho introdotto una conferenza dedicata all’origine del cibo e a quanto sia importante conoscerla per ridurre l’impatto ambientale. Un tema che ho toccato anch’io sostenendo che il cibo è l’unico carburante che abbiamo e non possiamo darlo per scontato», ha raccontato la diciassettenne Francesca. «Io ho cercato di porre l’attenzione sulla biodiversità e gli impatti che su questa possono avere i cambiamenti climatici. Perché, una volta estinta, una specie non si può più recuperare», ha spiegato la coetanea Gloria.

«A me piace la tecnologia e sul palco di Seed&Chips ho raccontato di come alcune innovazioni, come la blockchain, possono aiutarci a migliorare le nostre coltivazioni e a far sì che i prezzi degli alimenti siano più accessibili», ha detto la quattordicenne Martina.

Sono loro il futuro delle nostre abitudini alimentari? Se è vero, come ha scritto The Lancet, che la produzione alimentare è «la più grande causa di cambiamento ambientale globale», per capire coome scegliere cosa mettere nel piatto forse sarebbe il caso di ascoltare anche i consigli della Generazione Z.

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