Manufacturing Morning Future
Orientare Il Caso 25 Giugno Giu 2018 0830 25 giugno 2018

Smart Manufacturing Project: dove nascono i lavoratori di domani

Dall’accordo fra Its Lombardia e Schneider Electric è nato un progetto pilota che punta a formare le risorse necessarie per le sfide della digitalizzazione e l’Industria 4.0

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Nel tentativo di recuperare terreno nella corsa alla digitalizzazione e al lavoro di domani, da qualche tempo il sistema Italia ha messo in campo gli Its, gli istituti tecnici superiori. Si tratta di strutture che si occupano di formazione professionalizzante post-diploma. Un percorso parallelo a quello universitario e ancora poco conosciuto, ma che può contare sull’appoggio di aziende italiane e straniere. Come Schneider Electric, leader nella trasformazione digitale dell’automazione e della gestione dell’energia, che assieme a Its Lombardia Meccatronica di Sesto San Giovanni lo scorso marzo ha dato il via all’Accademia “Its Smart Manufacturing Project”. Si tratta di un progetto pilota su scala nazionale che coinvolge un’azienda e un Its al fine di facilitare la creazione di nuove figure professionali ad alta occupazione in grado di guidare la digitalizzazione del mondo indutriale, grazie a competenze che rispondono alle nuove esigenze del mercato.

In concreto, la collaborazione fra Schenider Electric e Its Lombardia ha portato alla creazione di un corso della durata di due mesi dedicato a 50 ragazzi fra i 20 e i 25 anni di età. «Il percorso formativo è stato diviso in due step», spiega Raffaele Crippa, direttore di Its Lombardia. «Nella prima fase, gli allievi hanno partecipato a un corso monotematico sulla digitalizzazione e l’Industria 4.0. Una sorta di alfabetizzazione generale e culturale sui cambiamenti in atto della durata di 25 ore. Nella seconda fase, invece, 25 dei 50 partecipanti iniziali hanno partecipato a una settimana di formazione residenziale per entrare più nel dettaglio delle questioni, prendendo confidenza con le soluzioni e gli strumenti di Schneider Electric a partire da un caso concreto: il miglioramento delle prestazioni di un biscottificio. Un’esperienza che ha permesso a due studenti di mettersi in luce ed essere selezionati per un tirocinio di 400 ore all’interno dell’azienda».

Da Confindustria hanno lanciato un allarme: mancano 280mila professionisti per l’Industria 4.0. Lo scatto in avanti delle tecnologie è stato così veloce che la formazione non è riuscita a tenere il passo.

Laura Bruni, direttore affari istituzionali e relazioni esterne di Schneider Electric

In prima fila, davanti ai ragazzi, ci sono stati manager e ingegneri di Scheinder Electrics al fine di aggiungere «un livello di concretezza, di contatto con chi giorno per giorno lavora con le aziende industriali italiane», sottolinea Laura Bruni, direttore affari istituzionali e relazioni esterne di Schneider Electric. «Questo tipo di figure e competenze scarseggiano in misura drammatica tanto che da Confindustria, a inizio maggio, hanno lanciato un allarme: mancano 280mila professionisti per l’Industria 4.0. Lo scatto in avanti delle tecnologie è stato così veloce che la formazione non è riuscita a tenere il passo».

Per questo le collaborazioni con aziende protagoniste di questa innovazione divengono essenziali. Soprattutto con realtà che da tempo sono consapevoli che l’impegno diretto sia la miglior soluzione per ricolvere il problema. «Schneider Electric ha un’esperienza decennale nella collaborazione con scuole e università», ricorda Bruni. «Siamo partner di 300 istituti ed entro il 2020 puntiamo a coinvolgere diecimila studenti. Per noi tutto questo è parte integrante della mission aziendale».

Obiettivi ambiziosi e qualificanti che, tuttavia, devono farsi largo in un contesto culturale che non ha ancora colto la portata e l’importanza di una formazione tecnica e tecnologica al passo coi tempi. «Rispetto all’istruzione universitaria, gli Its hanno ancora una storia giovane», ricorda Crippa. «Ma una volta che li conosci, non li eviti. Certo, in Italia il peso del “titolo” fa ancora la differenza anche se spesso non viene effetivamente speso nei contesti e per le competenze che dovrebbe certificare. In questo senso gli Its sono più pragmatici: permettono di formare al punto giusto le risorse necessarie senza sprecare tempo e forze interne all’azienda, ma affiancando la struttura che se ne occupa e fornendo il sostegno adeguato». Un processo virtuoso che si ripercuote su tutto il tessuto industriale, dalle pmi alle multinazionali.

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