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Immaginare Il Caso 16 Aprile Apr 2018 0830 16 aprile 2018

Come cambieranno (e stanno già cambiando) i supermercati grazie all’automazione

Le casse automatizzate sono già realtà, ma stanno arrivando anche gli assistenti robot e applicazioni per minimizzare lo spreco alimentare: la rivoluzione digitali arriva tra gli scaffali

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Secondo una ricerca inglese pubblicata lo scorso agosto e dal titolo Technology at work 3.0, l’automazione all’interno della GDO (acronimo di grande distribuzione organizzata, ossia i supermercati) metterebbe a rischio due cassieri e addetti alle vendite su tre. Un dato che peggiora se si allarga lo sguardo all’intera filiera del retail (logistica, gestione magazzini, riempimento scaffali, ecc): circa l’80% degli addetti rischia di perdere il posto di lavoro a vantaggio di una soluzione automatizzata. «Il retail è uno dei settori in cui l'occupazione è destinata a scomparire», ha brutalmente sintetizzato Carl Benedikt Frey, condirettore dell'Oxford Martin School ed estensore della ricerca. A farne le spese sarebbero cassieri, magazzinieri, addetti di corsia e tutte quelle professioni che incontriamo al sabato pomeriggio mentre spingiamo il nostro carrello. E come se non bastasse, oltre al danno c’è la beffa: il 2017 della GDO italiana si è chiuso con un rialzo delle vendite dello 0,76%, (in recupero sul -1,23% del 2016) confermando che il settore, grazie a una buona dose di investimenti e razionalizzazioni, è sostanzialmente uscito dalla crisi. Dati che tratteggiano un trend che preoccupa gli oltre due milioni di addetti (indotto compreso) del settore.

D’altronde, basta guardare Oltreoceano per comprendere il grado di automazione raggiungibile. Dopo l’acquisto della catena Whole Food da parte di Amazon (primo vero e proprio “attacco” fisico di un gigante digitale alla GDO dal valore di 14 miliardi di dollari), la società di Jeff Bezos ha inaugurato il punto vendita senza casse Amazon Go: si entra scansionando il codice di un’applicazione collegata al servizio, si prende quello che si vuole dagli scaffali (sotto l’occhio vigile di sensori e telecamere che monitorano e tracciano ogni movimento e minima indecisione dell’acquirente), lo si mette in borsa e si esce come se nulla fosse. Il pagamento viene successivamente addebitato sulla propria carta di credito. Il tutto senza aver bisogno di alcun essere umano. Una rivoluzione? Non proprio. È dalla seconda metà degli anni 2000 che le grande insegne sperimentano il self check-out, ossia la possibilità di scannerizzare i propri prodotti e completare in autonomia le operazioni di pagamento. Nel frattempo, però, sono cambiate le nostre abitudini d’acquisto e quella che sembrava una piccola comodità (saltare la fila e arrangiarsi) è diventata la norma.

Fra le corsie dei Carrefour spagnoli ha fatto la sua comparsa Pepper. Un robot umanoide realizzato da SoftBank che accoglie i clienti, gli indica dove trovare latte e uova, fornisce dettagli sui prodotti in offerta e permette di fugare ogni dubbio sulle caratteristiche dei prodotti.

Per non parlare della rincorsa della GDO al mercato online. Se da un lato, infatti, alla vigilia dell’ultimo Black Friday, le oltre 900 insegne dell’Associazione distribuzione moderna (Adm) hanno sottoscritto un manifesto in cinque punti per denunciare la concorrenza asimmetrica dei giganti dell’e-commerce, dall’altro stanno proseguendo una strategia sempre più omnicanale che integri lo store fisico con i marketplace digitali e vada a colmare un mercato che al momento copre solo lo 0,5% del totale delle vendite food&grocery. Un percorso che ha portato alla promozione di format sempre più a misura delle esigenze dell’utente. Un esempio, in questo senso, è Bennet Drive, il servizio che permette di fare la spesa online e ritirarla in un punto vendita a scelta dove è possibile pagare tramite Pos senza scendere dalla macchina. A riempirvi il bagagliaio di buste ci pensa un apposito addetto. Nel frattempo, fra le corsie dei Carrefour spagnoli ha fatto la sua comparsa Pepper. Un robot umanoide realizzato da SoftBank che accoglie i clienti, gli indica dove trovare latte e uova, fornisce dettagli sui prodotti in offerta e permette di fugare ogni dubbio sulle caratteristiche dei prodotti. Insomma, un inserviente dal cervello cibernetico.

Ma gli sviluppi tecnologici non sono per forza forieri di scenari negativi. Grazie alla blockchain, la tecnologia di raccolta dati alla base delle criptovalute, sempre Carrefour punta ad assicurare una maggiore trasparenza e sicurezza sui prodotti in vendita. Al consumatore basterà scansionare il codice QR nelle etichette per conoscere il “viaggio” del prodotto dalla sua origine agli scaffali del supermercato. Con l’app Eden, invece, la catena americana Walmart mira a ridurre di due miliardi di dollari lo spreco alimentare dei prodotti freschi. Grazie a un algoritmo, i prodotti saranno destinati ai punti vendita con la corretta priorità, dando precedenza a quegli alimenti più vicini alla perfetta maturazione rispetto a quelli più verdi.

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