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Trend 14 Maggio Mag 2021 0700 14 maggio 2021

Ebook e audiolibri: la lettura è sempre più digitale

Nell’anno della pandemia sono aumentati i lettori, ma è emersa una diversificazione degli strumenti di lettura. Ora la filiera dell’editoria dovrà affrontare questi cambiamenti, anche inserendo nuove figure professionali

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Lettori non si nasce ma si diventa. Ne è sicuro Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura (Cepell), che ha pubblicato a marzo il “Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia per il 2020”. Un anno certamente difficile a causa della pandemia, che ha portato a una radicale trasformazione nei processi e nelle abitudini lavorative quotidiane e ha sconvolto anche il mondo del libro e più in generale l’intero settore dell’editoria.

«Dobbiamo ringraziare soprattutto il digitale: è grazie ad esso se siamo riusciti a superare quest’anno in maniera tutto sommato brillante, nonostante la pandemia. Ed ora che fa parte delle nostre vite, credo che il digitale possa ancora di più cambiare un mondo che già adesso non è più lo stesso del passato», dice Cappello.

A spiccare è soprattutto la capacità di resistenza del settore, dal punto di vista sia dei dati di mercato che del valore dello stesso libro. Se durante il lockdown di marzo-maggio gli italiani hanno letto meno di un’ora al giorno privilegiando le news rispetto ai libri, in autunno – con le nuove chiusure – abbiamo preso nuovamente il libro in mano. Non è perciò un caso l’aumento del numero dei lettori, passato da 26,3 milioni di individui a 27,6, con un aumento del 2,3%, tra ottobre 2019 e ottobre 2020. Una tendenza che sembra essersi consolidata anche nei primi mesi del 2021, visto l’aumento del 25% delle vendite dei libri a stampa. «Questo è un dato importante, perché nonostante un anno tanto difficile gli Italiani hanno continuato a leggere, a parte un fisiologico periodo legato alla pandemia», spiega Cappello.

Ma nell’anno della pandemia la novità è la diversificazione degli strumenti di lettura. Se le vendite a fine 2020 hanno registrato un insperato +0,3% il merito è soprattutto dell’online, che ha trainato con i suoi numeri un intero settore. «Ebook, audiolibri e anche il prestito bibliotecario digitale hanno sopperito a un bisogno che le persone non potevano assolvere in prima persona visto che, per lungo tempo, uscire di casa e andare in un negozio è stato difficile», sostiene Cappello. A impressionare sono soprattutto dati come l’aumento della platea di lettori degli ebook, passati dal 20 al 32% della popolazione; il valore del comparto degli audiolibri, cresciuto del 94%; e il prestito bibliotecario online, che ha visto una crescita del +250% in primavera seguita da un +103% a dicembre. Nel solo 2020 il digitale ha ampliato la sua fetta di mercato, passando dal 5 al 7,4%.

Ebook, audiolibri e anche il prestito bibliotecario digitale hanno sopperito a un bisogno che le persone non potevano assolvere in prima persona visto che, per lungo tempo, uscire di casa e andare in un negozio è stato difficile

Le criticità però non sono mancate. «Certamente non si può dire che va tutto alla perfezione, anzi. Il libro bianco evidenzia un’Italia a macchia di leopardo, divisa tra regioni dove gli aiuti e il supporto alla lettura funzionano meglio e altre dove invece emergono alcune criticità. Ormai il libro viene visto in maniera diversa rispetto al passato, non rimane più confinato tra la prima e la quarta di copertina. Oggi vive anche nella rete una sorta di approfondimento, di luogo dove cercare, capire», continua Cappello. La rete, croce e delizia del mondo del libro. «Altri problemi sono per esempio la lingua, visto che il mercato dei libri in lingua italiana è limitato solo all'ambito nazionale e ai pochi che all’estero la studiano. E poi c’è il calo dei lettori in età scolare. Effettivamente notiamo come ci sia un calo di interesse nella lettura tra i 13 e i 16 anni, il momento in cui solitamente ci si affida a uno strumento elettronico. Un calo dal quale soltanto qualche volta ci si rialza», sottolinea Cappello.

Fondamentale è stato l’impegno dell’intera filiera e il sostegno istituzionale e del governo che ha dichiarato il libro «bene essenziale», consentendo che le librerie restassero aperte, anche nelle zone rosse, ma il mondo del libro ora deve fare i conti con nuove sfide e capire quanto i cambiamenti di questi mesi saranno permanenti. Partendo certamente da nuove figure professionali orientate ai consumi digitali, sia nelle aziende editoriali sia nei punti vendita.

Su questi punti, e non solo, saranno concentrati gli interventi di aiuti al settore promossi dal ministero della Cultura che mirano a una più corretta educazione alla lettura e a promuovere il libro italiano nel mondo. «Sono progetti importanti per sostenere un settore che nonostante sia stato capace di reinventarsi più volte nel giro di pochi mesi ha comunque sofferto il periodo di pandemia e la stagione delle chiusure», sottolinea Cappello. Ma cosa succederà in futuro? «Il digitale ha aiutato un intero settore a uscire in maniera quasi indenne ma ha inciso inevitabilmente nelle vite e nelle abitudini. Per questo credo che ormai non se ne possa più fare a meno e perciò mi aspetto che d’ora in avanti festival e dibattiti siano in parte online e in parte in presenza». Il libro non potrà più essere, dunque, l’oggetto che abbiamo finora conosciuto. «C’è un continuum che ormai lega rete e libro. Moltissimi oggi leggono i libri online: un dato che dà una potenzialità quasi sconosciuta all’intera editoria. Capire come sfruttarla per far leggere sempre più persone e ampliare questa cultura diffusa deve essere il nostro primo passo». Il futuro passa da qui.

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