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Best Practice 16 Aprile Apr 2021 0700 16 aprile 2021

Imparare la statistica sui banchi di scuola per comprendere la realtà

Il “Censimento permanente sui banchi di scuola” «è un progetto nel quale Istat crede molto ai fini della diffusione della cultura statistica fra le giovani generazioni», spiega la direttrice della comunicazione Serenella Ravioli

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Il “Censimento permanente sui banchi di scuola” è un’iniziativa dell’Istat che nasce dall’idea di sensibilizzare le nuove generazioni sulle profonde innovazioni introdotte dai censimenti permanenti. «È un progetto nel quale Istat crede molto ai fini della diffusione della cultura statistica fra le giovani generazioni. È nato nel 2019 e si rivolge agli alunni della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado», dice la direttrice della comunicazione dell’Istat Serenella Ravioli.

Il percorso formativo è composto da dispense, tabelle, grafici, quiz e giochi, poi ancora infografiche, filmati, video-lezioni. E poi c’è un contest suddiviso in una competizione statistica - le “Censigare” - e un concorso di idee a tema “Censimento e territorio”.

Gli obiettivi del progetto sono molteplici. Il primo è certamente quello di diffondere l’utilità dei censimenti. Poi è anche un modo per aumentare la consapevolezza dell’importanza della statistica per la conoscenza della realtà e per la lettura e comprensione dei fenomeni. Ma non solo: con questo progetto l’Istat vuole migliorare la capacità di utilizzo del dato per la rappresentazione dei fenomeni demografici, sociali, economici e culturali di un territorio.

Alla prima edizione dell’iniziativa – nell’anno scolastico 2019/20 – hanno partecipato 210 istituti, 260 insegnanti e 5mila studenti. La seconda edizione dell’iniziativa è partita a ottobre 2020: a causa della pandemia, sono state introdotte innovazioni che consentono la piena esecuzione delle attività e la partecipazione degli studenti, sia in un contesto di didattica a distanza che in presenza o mista.

In questa nuova edizione, gli studenti devono realizzare un progetto creativo che racconti il proprio territorio a partire dall’informazione statistica. I vincitori di questa nuova edizione saranno nominati entro il mese di maggio e la premiazione avverrà a giugno 2021.

«Il contest da un lato stimola negli studenti le capacità di lettura e comprensione dell’informazione quantitativa, dall’altro, valorizza l’abilità di rappresentazione e comunicazione del dato statistico», spiega la direttrice Ravioli.

Il contest da un lato stimola negli studenti le capacità di lettura e comprensione dell’informazione quantitativa, dall’altro, valorizza l’abilità di rappresentazione e comunicazione del dato statistico

Serenella Ravioli, direttrice della comunicazione dell’Istat

A supporto dell’iniziativa è stata realizzata una campagna di comunicazione ad hoc con lo scopo di promuoverla e valorizzarla attraverso diversi canali (web, social, stampa, ecc.). C’è anche una piattaforma dedicata (https://scuola.censimentigiornodopogiorno.it/) che raccoglie in progress tutte le informazioni e i materiali: è un hub dei progetti realizzati dagli studenti e di quelli che verranno.

Il censimento è uno strumento insostituibile per avere una conoscenza dettagliata e precisa del territorio: restituisce informazioni di tipo socio-demografico e relative alle dinamiche territoriali utili per pianificare con maggiore consapevolezza progetti e servizi per tutti i cittadini italiani e stranieri che vivono nel Paese.

«Abbiamo riflettuto a lungo sull’opportunità di introdurre nelle scuole le novità sul censimento. E ne siamo davvero convinti. I giovani coinvolti appartengono a una fascia d’età fertile nella valorizzazione del processo di alfabetizzazione delle competenze. Sono curiosi, veloci e abili nella memorizzazione dei messaggi. Senza contare che possono diventare ambassador di informazioni dirette alle famiglie», dice la direttrice Ravioli.

Ai più piccoli però vanno dati gli strumenti per comprendere e utilizzare al meglio i dati a disposizione, che comunque ormai sono accessibili praticamente a chiunque abbia a disposizione un collegamento a internet.

«Ciò che è carente – spiega Ravioli – è un’educazione alla lettura del dato, in particolare del dato statistico. La missione dell’Istituto nazionale di statistica è quella di servire la collettività attraverso la produzione e la comunicazione di informazioni statistiche, analisi e previsioni di elevata qualità. Attraverso la comprensione del dato si sviluppa un’approfondita conoscenza della realtà ambientale, economica e sociale dell’Italia ai diversi livelli territoriali e favorisce i processi decisionali di tutti i soggetti della società: cittadini, amministratori, ecc.».

Attraverso la comprensione del dato si sviluppa un’approfondita conoscenza della realtà ambientale, economica e sociale dell’Italia ai diversi livelli territoriali

Serenella Ravioli, direttrice della comunicazione dell’Istat

In linea con questi obiettivi, l’iniziativa “Il Censimento permanente sui banchi di scuola” fornisce agli studenti gli strumenti per entrare in contatto con la statistica in piena autonomia. A questo proposito, è stato costruito un percorso guidato che porta alla scoperta delle banche dati dell'Istat per far comprendere il patrimonio informativo di cui è possibile disporre, il modo di utilizzarlo e il significato che esso possiede.

«Per seguire l’intero percorso formativo proposto nell’ambito dell’iniziativa e propedeutico allo svolgimento del contest sono sufficienti le nozioni apprese nella scuola primaria. I giovani hanno una guida d’eccezione, la mascotte “Pop!”: un amico di bambini e ragazzi che virtualmente li accompagna lungo tutto il percorso di scoperta dei censimenti e di conoscenza dell’informazione statistica», dice la direttrice Ravioli.

Gli insegnanti rivestono un ruolo fondamentale nello svolgimento dell’iniziativa. I materiali didattici sono stati progettati e differenziati per ordine scolastico e sono costruiti in modo da essere adattati a ciascuna gruppo classe. Gli insegnanti li utilizzano in base alle proprie esigenze e agli obiettivi formativi che intendono raggiungere.

Sono previste lezioni di tipo teorico e pratico. Successivamente, l’insegnante pianifica l’attività degli alunni, volta alla partecipazione del contest, che prevede l’individuazione di un Ambassador che rappresenti la classe nel corso della competizione statistica e, in seguito, la realizzazione del Progetto creativo, realizzato dall’intero gruppo classe, chiaramente secondo le modalità dettate dall’emergenza sanitaria.

«Al di là degli aspetti operativi, vorrei veramente sottolineare l’importanza che i Dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno avuto per il successo della iniziativa. Hanno svolto un eccezionale ruolo di mediazione e di coordinamento delle attività in un momento emergenziale, consentendo agli studenti di completare il percorso formativo. È stata un’esperienza di virtuosa sinergia», dice Ravioli.

Nell’ultimo anno, inevitabilmente, è cambiato tutto o quasi. La modalità in dad ha comportato la rimodulazione delle attività e del regolamento, a partire dalla proroga della data di scadenza del contest. Fino all’introduzione di una “Categoria speciale” per le classi in difficoltà a terminare il Progetto creativo.

«Ci abbiamo creduto e non abbiamo voluto privare i partecipanti del riconoscimento al loro impegno. Così, in sostituzione delle premiazioni in presenza, abbiamo organizzato due eventi online il 19 giugno e azioni mirate al raggiungimento di un’adeguata visibilità dei progetti migliori. Sono stati bravissimi; il passaggio al video del computer non ha fermato la creatività e il desiderio di esprimersi. Anzi. È stato messo a punto un lavoro molto curato, abbiamo impegnato risorse molto qualificate della Direzione nel progetto ed esso è stato incluso tra i partecipanti al progetto di Indire, “Scopri di più sul mondo che ti circonda. Gli enti di ricerca per studenti, insegnanti e genitori”», conclude la direttrice Ravioli.

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