5G Morning Future
Orientare Trend 14 Settembre Set 2020 0708 14 settembre 2020

L’impatto del 5G sul mondo del lavoro

Le piattaforme online permetteranno riunioni e condivisione di spazi a distanza con tempi di latenza impercettibili. E anche i contratti di lavoro avranno bisogno di un cambiamento, introducendo la formazione continua

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Il mondo del lavoro si sta preparando a un nuovo scossone. Niente a che vedere con il ricorso al lavoro da remoto durante il lockdown, le entrate scaglionate in ufficio, i turni per la mensa, lo smartphone ingolfato di mail, chat fra ex-compagni di scrivania, videochiamate e conference call. La portata degli stravolgimenti preannunciati dall’adozione della tecnologia 5G non avrà niente a che fare con le temporanea soluzioni introdotte durante l’emergenza Covid.

Con il progressivo affermarsi delle nuove infrastrutture digitali, i mutamenti saranno destinati a rimanere, a incidere sulle nostre abitudini, fino a determinare un nuovo paradigma del lavoro.

Alcune novità sono già fra noi e costituiscono i driver della digital trasformation: banda larga, cloud computing, infrastruttura mobile, ecc. fanno parte di un processo che sta rivoluzionando ogni aspetto della nostra vita lavorativa (e non solo). La smaterializzazione dei processi burocratici, per esempio, velocizzerà il rapporto fra pubblico e privato, fra azienda e pubblica amministrazione, mentre dal punto di vista produttivo – nel quadro di quella che viene definita Industria 4.0 e smart factory – l’automazione e l’IoT diventeranno uno standard che richiede nuove competenze e nuove figure professionali che difficilmente potremo definire “operaie”.

Il tutto all’interno di network digitali integrati, in cui piattaforme online medieranno il rapporto fra i diversi attori delle filiere in tempo reale e con tempi di latenza quasi impercettibili. Un modello di produttività ed efficienza in cui luogo e mansione di lavoro non dovranno necessariamente coincidere, grazie al ricorso allo smart working e ai sistemi di collegamento da remoto. Come le chiamate olografiche rese possibili da visori a realtà virtuale o aumentata che permetteranno di condividere ambienti digitali in contemporanea (come le fiere di settore, le conferenze stampa e i meeting aziendali) popolate da veri e propri avatar.

Le chiamate olografiche, rese possibili da visori a realtà virtuale o aumentata, permetteranno di condividere ambiente digitali in contemporanea popolate da veri e propri avatar

Capacità enormi, quasi fantascientifiche, che tuttavia non sono esenti da possibili minacce. Se da un lato l’infrastruttura digitale diventa il veicolo dell’innovazione, dall’altro la cyber security diventa la garanzia necessaria per comunicare, acquistare, giocare e – ovviamente – lavorare.

Lo spacchettamento della rete permesso dalla tecnologia 5G, con diversi punti di accesso possibili, richiede la definizione di nuovi standard resilienti che tengano in considerazione la compresenza e l’interconnessione di diversi strumenti (come quelli che operano in modalità wireless, oppure i sistemi radio o a infrarossi), nonché la loro possibile esclusione dalla rete in caso di attacco senza che ciò comprometta l’interezza della rete stessa. Il vero momento di debolezza, quindi, potrebbe presentarsi nella fase iniziale di transizione dal 4G quando vecchie e nuove release coesisteranno nel proprio esercizio permettendo una cooperazione fra le due reti. Insomma, meglio arrivare preparati a questo appuntamento.

I cambiamenti apportati dal 5G, però, non saranno solo di natura tecnologica. Le ripercussioni si estenderanno anche alle fasi di contrattazione del lavoro. Abilitando un nuovo paradigma di produzione di beni e servizi, nonché un nuovo rapporto fra professionista e azienda, l’epoca del 5G necessita di addetti all’altezza della complessità. Da qui la necessità di prevedere, già nella stesura del contratto, di momenti di formazione e reskilling capaci di garantire al lavoratore il potenziamento o il recupero delle competenze necessarie.

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