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Best Practice 3 Agosto Ago 2020 0703 3 agosto 2020

Uguaglianza di genere e imprenditoria femminile: occhio a queste dieci

Nell'era del Covid esiste una nuova “filosofia femminile” nell’affrontare le sfide del futuro? Se pensate che la risposta sia "no", i ritratti di queste donne leader dell'innovazione industriale nel mondo vi faranno cambiare idea

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Dal 15 al 17 luglio 2020 si è tenuta la web-conference internazionale “Women in Industry and Innovation”, organizzata dall’UNIDO con il supporto del governo italiano, della FAO e di UN Women e incentrata sull’importanza delle donne nell’era digitale e nel superamento delle crisi globali, in primis quella causata dal Covid19. Oltre a rappresentanti della politica e di istituzioni internazionali, hanno preso parte all’evento in qualità di speakers, role model o partecipanti una serie di donne diverse tra loro, ma con un tratto comune: credere che l’innovazione tecnologica debba realizzare l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente e che il mondo debba ripartire da basi diverse.

Queste donne guardano tutte nella stessa direzione e vedono nella tecnologia il principale strumento per creare un mondo più sano ed equo, durante e dopo la pandemia. Esiste dunque una nuova “filosofia femminile” nell’affrontare le sfide del futuro? Se pensate di no, leggete queste dieci ritratti.

Sana Afouaiz

Sana Afouaiz (Marocco, nella foto di apertura) è un’attivista per i diritti delle donne e un’esperta di questioni di genere con una profonda conoscenza del Nord Africa e del Medio Oriente. Da qualche anno è consulente per la Commissione Europea, le Nazioni Unite, e diverse aziende. Nel 2016 ha fondato Womenpreneur, che conta ormai 10.000 imprenditrici distribuite in 20 Paesi. Ritiene che le discriminazioni di genere siano il riflesso di un’antica mentalità maschilista dura a morire e a questo proposito dice “Se vuoi estirpare il male, punta alle radici, non ai rami”. Sana ha solo 26 anni e ne aveva dodici quando ha scelto di lottare per un mondo più giusto.

Lisa di Sevo (Italia) è la Presidente della no profit SheTech Italia, che incentiva e supporta una maggiore presenza femminile nell’imprenditoria digitale. Di Sevo ritiene che lo squilibrio di genere nel settore tecnologico sia molto preoccupante, considerando lo spazio che la tecnologia occupa e occuperà, sempre di più, nella vita di tutti. In supporto delle imprenditrici italiane, SheTech ha già raccolto 45 milioni di euro, un risultato notevole per il nostro Paese. Lo slogan preferito di Lisa Di Sevo è dichiaratamente preso in prestito da Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook: “fatto è meglio che perfetto”.

Lisa Di Sevo

Megan Reilly Cayten

Megan Reilly Cayten (U.S.A.) è la co-fondatrice, insieme ad Alexandra Cousteau, di Oceans2050, che cerca di mobilitare un’alleanza globale per ripristinare la salute degli oceani entro il 2050. È inoltre una consulente ambientale per aziende e investitori e fornisce concreti modelli di business per fare in modo che la produttività non abbia un impatto distruttivo sull’ambiente. La salute del pianeta è il suo scopo principale, perché “Non ha senso combattere altre battaglie, se non avremo più una terra da abitare”.

Shahira Amin (Egitto), è una giornalista indipendente e una produttrice di documentari, già collaboratrice di BBC e CNN. Si occupa di diritti delle donne e negli anni ha affrontato temi come le molestie sessuali, la violenza domestica, la mutilazione genitale e i test di verginità condotti sulle manifestanti di piazza Tahrir, al Cairo. Il suo impegno ha prodotto concreti cambiamenti sociali e legislativi nel suo Paese, e per questo Shahira Amin è stata premiata dal Consiglio Nazionale Egiziano per le Donne. Ha tuttavia anche ricevuto intimidazioni, che però non l’hanno mai fermata. “Donne e uomini devono combattere insieme per l’uguaglianza” dice, “un diritto umano fondamentale, prezioso per tutti”.

Shahira Amin

Liat Shentser

Liat Shentser (Olanda, di origine israeliana), è leader della progettazione globale vendite della multiazionale CISCO, nonché la prima donna in assoluto a far parte del team dirigenziale della relativa Progettazione Virtuale Globale. Shentser crede che un contributo cruciale delle donne nell’imprenditoria sia rappresentato dalle cosiddette “soft skills”, cioè doti come l’intelligenza emotiva, l’empatia, la tolleranza e la capacità di agire in team. “Un approccio fondato sull’ego non funziona” spiega, “soprattutto se si agisce su scala mondiale, quando entrano in gioco moltissime persone e diverse culture. E le donne sono molto brave a muoversi con flessibilità in questo ambito”.

Mona Itani (Libano) è un’imprenditrice sociale con una formazione ingegneristica che crede in due cose: i giovani e la possibilità di usare l’innovazione per risolvere i problemi della società. “Una mentalità orientata solo al profitto non ci ha portato lontani e non ci ha aiutato” dice. Oltre ad aver fondato Riyada for Social innovation, Mona Itani ha lanciato Girls got IT, un progetto sull’educazione tecnologica che ha formato già 2800 ragazze, incluso un gruppo di rifugiate siriane, e per questo ha guadagnato il supporto di Unicef Libano. “Il mio scopo è creare una nuova generazione di leader che siano anche innovatori sociali” dice “E vorrei che rendessero il mondo migliore”.

Mona Itani

Doa Wadi

Doa Wadi (Palestina) è una business leader con 25 anni di esperienza. Nel 2006 ha creato il Business Women Forum Palestina, che aiuta le imprenditrici a diventare leader di settore ed è oggi una delle principali organizzazioni non governative per l’affermazione economica delle donne palestinesi, con membri e beneficiarie in tutte le città della West Bank e Gaza. Oltre a questo, il Business Women Forum arriva anche a dialogare con la politica, contribuendo all’abrogazione di norme desuete e umilianti per le donne. Doa Wadi ama citare un vecchio proverbio arabo che dice: “Una donna forte vale quanto cento uomini”.

Carla Licciardello (Italia) è coordinatrice per l’inclusione digitale dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni e responsabile delle attività legate alla protezione online dei bambini, dei giovani e delle donne. In precedenza, Carla ha lavorato per la Missione Italiana Permanente presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra e per l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei disastri, con un focus sull’assistenza alle vittime delle catastrofi naturali. L’altissima competenza di Carla Licciardello in ambito tecnologico si sposa con una componente umanitaria e fornisce un supporto costante alle fasce più deboli e più a rischio della società.

Carla Licciardello

Amel Saidane

Amel Saidane (Tunisia) è un’esperta di innovazione, nonché membro della rete dei “Leader Responsabili” della BMW. Ritiene che la disuguaglianza di genere sia ancora un problema gravissimo e afferma: “Il 95% del capitale mondiale è investito dagli uomini per gli uomini”. Pensa che le donne abbiamo i requisiti richiesti ai leader dell’era digitale e crede che una loro maggiore inclusione nel settore scientifico e tecnologico, ormai motori della modernità, possa portare alla loro emancipazione reale e contribuire al progresso delle economie mondiali.

Shereen Allam (Egitto) è un’imprenditrice “seriale” e una consulente d’impresa con 29 anni di successi alle spalle. In Egitto ha creato un’azienda per lo smaltimento delle cartucce per stampanti divenuta leader di settore, oltre che un modo concreto per combattere il problema dei rifiuti che affligge il Paese. Nel 2008 ha fondato l’organizzazione non governativa AWTAD, che aiuta le donne e i giovani a sviluppare le loro capacità imprenditoriali al fine di superare le discriminazioni e al tempo stesso trasformare la società in senso più equo e sostenibile. “Domani inizia oggi” dice Allam, “e non è mai troppo presto o troppo tardi per aiutare una donna a emanciparsi”.

Shereen Allam

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