Sir Ken Robinson Morning Future
Ispirare
Libri 29 Luglio Lug 2020 0800 29 luglio 2020

A lezione da Ken Robinson, il maestro dell'educazione non convenzionale

«Bisogna ripensare radicalmente la nostra idea di intelligenza». Per il grande educatore e scrittore britannico tutti i bambini hanno grandissimi talenti naturali, che la scuola non valorizza. I sistemi educativi devono promuovere la creatività, «motore dell'apprendimento»

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Sir Ken Robinson

«I bambini hanno una straordinaria capacità di innovazione, e sono convinto che abbiano enormi talenti. E noi li sprechiamo, senza pietà. (...) La creatività è tanto importante quanto l'istruzione, e le dovremmo trattare alla pari». Così Sir Ken Robinson, educatore di fama internazionale e scrittore (Liverpool, 1950), sostenitore di un'educazione non convenzionale, che promuove la creatività e valorizza gli studenti che sono portati per materie diverse da quelle considerate più importanti nelle scuole tradizionali. Robinson, che è stato a capo di una commissione nazionale sulla creatività, l’educazione e l’economia per il governo britannico, e che per i servizi resi all'educazione è stato nominato cavaliere dalla regina Elisabetta, ha spiegato: «Ho studiato per conseguire un Ph.D. Scrivo libri. Sono stato professore universitario (per 12 anni, ndr). Non è che io sia una sorta di reietto del sistema, che pensa che sia tutto orribile». Ma, come osserva, ci sono troppe persone per le quali il sistema educativo attuale, che è considerato l’unica misura dell’intelligenza, non funziona.

Sir Robinson è fra l'altro lo speaker più seguito nella storia delle conferenze Ted.
Do schools kill creativity? ("Le scuole uccidono la creatività?) è il titolo del suo Ted Talk più famoso (qui sopra) ed è anche quello più visto al mondo, con 60 milioni di visualizzazioni. La scuola ci insegna a non essere creativi, sostiene. Tutti i bambini nascono con grandi talenti naturali, ma la scuola non li promuove nè valorizza, e così impedisce loro di sviluppare ciò per cui sono più dotati. «Picasso diceva che i bambini nascono tutti artisti, ma il problema è rimanere artisti anche da adulti».

Ma che cos’è la creatività? Per Robinson è il processo che porta a idee originali di valore. Ma non solo. La creatività umana, spiega, è diversa e varia, si manifesta spesso tramite l’interazione di modi differenti di vedere le cose. È anche collegata alla paura di sbagliare, o meglio al non avere paura di sbagliare, che è una prerogativa dei bambini. «Ora, non voglio dire che sbagliare sia uguale a essere creativi. Se non sei preparato a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di originale. E da adulti la maggior parte delle persone ha il terrore di sbagliare, perché le aziende stigmatizzano gli errori. E anche per i nostri sistemi nazionali d’istruzione gli errori sono la cosa più grave che si possa fare. E il risultato è che stiamo educando le persone reprimendo la loro capacità creativa».

Picasso diceva che i bambini nascono tutti artisti, ma il problema è rimanere artisti anche da adulti

Sir Ken Robinson

Bisogna ripensare radicalmente la nostra idea di intelligenza. «Abbiamo coltivato un concetto molto limitato di intelligenza: il lavoro accademico è importante e gratificante per le persone che lo apprezzano, ma non dovrebbe essere considerato come la sola misura dell’intelligenza». Il sistema della pubblica istruzione in tutto il mondo è basato sul concetto di abilità accademiche e si concentra sull’ammissione all’università, che è lo scopo ultimo dell’istruzione. La conseguenza è che «tante persone di talento, brillanti, creative, credono di non esserlo, perchè quello in cui eccellevano a scuola non era considerato, o era addirittura stigmatizzato». Il mondo dell’educazione considera intelligenti solo i bambini che sono brillanti nelle materie scolastiche. Questi bambini andranno all’università, mentre gli altri sono destinati a lavori meno prestigiosi e qualificati. Ogni sistema educativo ha la stessa gerarchia di materie, ovunque nel mondo, osserva Robinson, nella quale le arti sono in fondo, seguite, ancora più in basso, da recitazione e danza. È un sistema standardizzato, che non tiene conto della diversità delle persone e dei differenti talenti.

Ci sono troppe persone per le quali il sistema educativo attuale, che è considerato l’unica misura dell’intelligenza, non funziona

Sir Ken Robinson

Tanti sono i tipi di intelligenza, che non è statica e non funziona allo stesso modo per tutte le persone. «È varia, dinamica, interattiva». «Le materie che vengono insegnate a scuola fanno sì che si sviluppi solo il cervello, e non il corpo, e solo una parte del cervello, generalmente quella a sinistra», che è dominante per le funzioni del calcolo e dell'abilità logica e matematica. «Ci sono persone che hanno bisogno di muoversi per pensare». Come i ballerini, per esempio, ma non solo. Perchè l’intelligenza è, appunto, varia, e «pensiamo il mondo in tutti i modi nei quali lo percepiamo. Riflettiamo visivamente, uditivamente, in movimento e in modo astratto».

Nel suo Ted Talk “How to escape education’s death valley" (“Come sfuggire alla valle della morte dell’istruzione”) Ken Robinson mostra la sua preoccupazione per la crescente attenzione nei confronti delle discipline scientifiche (Stem), «che sono necessarie, ma non sufficienti, perché un’educazione efficace deve dare lo stesso peso alle discipline artistiche, umanistiche e all’attività fisica».

Robinson mostra anche preoccupazione per gli alti livelli di stress degli studenti. Negli Stati Uniti a milioni di bambini è stata diagnosticata qualche forma di "disturbo da deficit di attenzione" (ADHD). «Non voglio dire che questo disturbo non esista, ma non credo che ci sia un'epidemia del genere. Se fate stare seduti dei ragazzini, per ore e ore, a fare lavori d’ufficio di basso livello, non stupitevi se cominciano ad agitarsi. La maggior parte dei bambini non soffre di alcun disturbo psicologico».

«I ragazzi crescono meglio con un ampio curriculum che valorizzi i loro diversi talenti, non solo una piccola parte di essi. Le arti non sono solo importanti perché migliorano i voti in matematica, ma perché comunicano con aspetti della personalità del bambino che altrimenti rimarrebbero inesplorati».

La curiosità è il motore dell’apprendimento. È fondamentale stimolarla e incentivare anche il potere dell’immaginazione in un bambino e, se ciò viene fatto, «imparerà velocemente senza nessuna ulteriore assistenza. I bambini sono allievi naturali.. (...) . Anche insegnare è una professione creativa». Un bravo insegnante coinvolge gli studenti e stimola la loro immaginazione. Il problema della scuola di oggi è che i ragazzi non sono motivati nè interessati, e quindi non imparano. Negli Stati Uniti c’è un tasso di drop out altissimo.

L’istruzione deve essere personalizzata, misurata sulle attitudini e gli interessi degli studenti, e non standardizzata. «La vera chiave per la trasformazione dell’istruzione risiede nella qualità dell’insegnamento».

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