African Guy Morningfuture
Ispirare Trend 12 Luglio Lug 2019 0720 12 luglio 2019

Anche l’Africa ha le sue Silicon Valley, ecco quali sono le città da tenere d’occhio

Il continente sta vivendo un periodo di crescita degli investimenti nelle sue industrie tech, con la diffusione di oltre 300 hub innovativi nelle principali città soprattutto in Kenya, Sud Africa, Nigeria, Egitto e Marocco

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Dimentichiamo l’immagine di Paese povero, con i migranti in fuga. Certo, l’Africa è anche questo. Ma è pure molto di più. Il continente sta vivendo infatti un periodo di crescita degli investimenti nelle sue industrie tech, con la diffusione di hub innovativi nelle principali città, che rappresentano probabilmente la chiave di volta per una terra con una popolazione giovane crescente. Dal Nord al Sud del continente, si contano ormai oltre 300 hub. Di cui oltre la metà in quattro Paesi: Kenya, Sud Africa, Nigeria, Egitto e Marocco.

Una grande utilità di questi hub è l’offerta di spazi di lavoro condivisi, Internet veloce e accesso costante all’elettricità. Tutti fattori non scontati in Africa. Nairobi, capitale del Kenya, è uno dei centri principali per questo tipo di realtà. Il Nairobi Garage, ad esempio, è uno spazio per organizzare conferenze sui temi dell’innovazione e workshop per aiutare gli aspiranti imprenditori a sviluppare nuove skill. Così come, sempre nella capitale keniota, l’iHub fa da incubatore a oltre 150 realtà imprenditoriali.

Una grande utilità di questi hub è l’offerta di spazi di lavoro condivisi, Internet veloce e accesso costante all’elettricità. Tutti fattori non scontati in Africa

Questi centri rappresentano probabilmente la chiave di volta per una terra con una popolazione giovane crescente

Il Sud Africa, poi, offre molte opportunità di crescita tecnologica. A Durban, lo SmartXchange aiuta lo svilupo di piccole e medie imprese, e ogni mese si tiene un forum con i principali imprenditori del Paese per fare formazione ai giovani startupper. A Cape Town, invece, RLabs organizza dei veri e propri bootcamp, fornendo investimenti anche superiori ai 20mila dollari per lo sviluppo di imprese sociali attraverso i loro programmi.

Più a Sud, molto vivace Addis Abeba, in Etiopia, casa di iceaddis, il primo innovation hub del Paese creato nel 2011 per supportare le startup create dai giovani e promuovere le interazioni tra imprenditori, finanziatori e creativi del mondo tech. A Lagos, la città più popolosa della Nigeria, al Co-Creation Hub si tengono le cosiddette tech-In series, dove nel giro di due giorni sviluppatori e designer creano nuove soluzioni web e mobile per i cambiamenti sociali della vita quotiana di tutti i giorni.

Non meno innovativa e vivace Dar Es Salaam, capitale della Tanzania, dove l’hub Kinu mette a disposizione di creativi e imprenditori i suoi open space per collaborare alla ricerca di soluzioni ai cambiamenti sociali. Tentativi di creare centri di innovazione si trovano anche ad Accra, Ghana. E poi anche a Kampala, Uganda. E Monrovia, Liberia. Quest’ultimo Paese, uscito da un conflitto sanguinoso, sta cercando la ripresa proprio investendo nel tech. L’hub iLab è ormai il punto di incontro di molti giovani aspiranti imprenditori, desiderosi di apprendere le basi tecnologiche e metterle in pratica.

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