Sharing Economy Morning Future
Orientare Trend 18 Aprile Apr 2019 0729 18 aprile 2019

La sharing economy si allarga: ora si condividono divani, libri e giardini

Non solo case, auto e viaggi: ormai esistono app che permettono di risparmiare e condividere diversi ambiti della vita quotidiana

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Auto e case, certo, ma anche molto di più. La sharing economy coinvolge ormai non soltanto gli ambiti più tradizionali – come i trasporti e il pernottamento – ma anche aspetti della vita quotidiana che in molti non immaginano possano essere condivisi con amici o estranei. Il tutto, ovviamente, a beneficio di chi utilizza i servizi (risparmiando) e dell’ambiente, che riduce mezzi per strada, rifiuti, inquinamento. Vediamo qualche esempio.

Bagbnb. Spesso chi visita la città per un solo giorno o deve passare parecchie ore fuori dopo il check out ha il problema dei bagagli ingombranti, con i quali è molto scomodo e faticoso girare per strada. La necessità di depostare le valigie e riprenderle a fine giornata è talvolta colmata da alberghi e stazioni, ma questa nuova piattaforma online permette di trovare un luogo “non convenzionale” dove depositare. Sono ristoranti, bar, alberghi o negozi che mettono a disposizione un deposito a un prezzo fissato dall’applicazione (5 euro al giorno) ed evitano lungaggini procedurali per consegna e rilascio.

Sparky. È solo una delle app del settore, ma Sparky ben rappresenta quelle piattaforme nate per rispondere all’esigenza di trovare parcheggio quando si è in giro in macchina. Consente infatti ai privati di affittare un posto macchina (in garage, per strada, nel proprio condominio, purché se ne abbia la disponibilità) a qualcuno che preferisce andare a colpo sicuro invece di rischiare di passare decine di minuti alla ricerca di un buco, che poi magari alla fine è ben lontano da dove si deve arrivare.

Sofan. Niente è più bello, per un appassionato di calcio, di esultare insieme ai propri compagni di tifoseria. Per gioire o per soffrire con loro – ma anche per trovare un salotto e una tv dove vedere la partita – è nata Sofan, la app che permette ai tifosi di mettersi in contatto e di condividere un qualsiasi evento sportivo direttamente da casa dell’host. Un modo per stare insieme, aiutare chi magari non ha modo di assistere alla partita o alla gara a casa propria, ma anche per permettere all’host di rientrare nelle spese delle pay tv.

Sofan condivide la tv per guardare le partire, Paladin affitta oggetti inutiilizzati e Bagbnb mette a disposizione spazi per depositare i bagagli

Affittogiardino. Simile al concetto di Airbrb, Affittogiardino consente di prendere in presto per qualche ora i giardini degli altri, ideali per organizzare feste di compleanno, pranzi all’aperto, grigliate e quant’altro. Alcuni di questi spazi sono per altro già attrezzati, offrendo in base al prezzo piscine, giochi per bambini o altro.

Paladin. Quante volte si compra un oggetto e poi lo si lascia inutilizzato per mesi, se non per anni? E però magari si fa fatica a buttarlo via o a venderlo, perché si pensa che possa sempre tornare utile. In questi casi la soluzione può essere Paladin, app che permette di affittare oggetti di ogni tipo togliendoli dalla polvere senza però rinunciarci per sempre, guadagnandoci qualcosa. Pensiamo per esempio a una tenda da campeggio, a un sacco a pelo o a degli strumenti da pesca: li si presta per un utilizzo e poi li si riprende. Viceversa, chi noleggia l’oggetto spenderà di certo molto meno rispetto ad acquistare un’attrezzatura nuova che magari non utilizzerà più.

Acciobooks. Risparmiare e far circolare cultura. Niente male per questa app, perfetto esempio di book sharing. Ognuno mette a disposizione una lista di libri che ha in casa e che per qualsiasi motivo vuole vendere o prestare, e in cambio può scegliere di ricevere libri da altri utenti. Il tutto monitorato e registrato da Acciobooks, che permette anche di creare grafici, statistiche e appunti per tenere memoria delle proprie letture.

Vicker. C’è bisogno di una piccola imbiancata, di un lavoretto elettrico o di riparare le ante dell’armadio? Piccole cose che qualcuno ha il piacere di fare da solo ma che altri, riconoscendo i propri limiti, preferiscono affidare a estranei. Spesso però non c’è bisogno di rivolgersi a un professionista, molto più costoso e magari non in grado di svolgere imemdiatamente il servizio, e così può essere utile Vicker, che mette in connessione chi ha bisogno di questi piccoli aiuti domestici e chi è in grado di fornirli. Gli addetti ai lavori potrebbero non prenderla bene, ma la concorrenza nel mercato spesso aiuta a migliorarlo.

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