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Orientare Inchiesta 7 Dicembre Dic 2018 0830 7 dicembre 2018

L'Intelligenza Artificiale entra in negozio

Ci saranno sempre più smart place, luoghi fisici e al contempo virtuali. Le tecnologie potenzieranno le capacità di informazione, processeranno dati e li restituiranno come servizio all'utente

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Sta iniziando una nuova era per il retail. O, forse, grazie all'Intelligenza Artificiale (AI) è già iniziata. All'Artificial Intelligence Expo of Applications, il forum organizzato da Business International e dedicato all'innovazione e alle tecnologie emergenti che si è tenuto a Milano nel mese di novembre, il digital marketer Eddi Choi ha spiegato che «il futuro non ha tempo di aspettare il futuro. Perché il futuro è già qui». Anche per il retail.

Amazon ha dato una scossa al mondo del retail, innescando un processo che ha spinto operatori di e-ecommerce e di reti fisiche a interrogarsi. E a investire. Come sarà il retail di domani? Quante le sue evoluzioni, quali le sfide?

Si stima che l'Intelligenza Artificiale aumenterà la redditività del retail di oltre il 60% entro il 2035.

Secondo i dati di eMarketer, entro la fine del 2018, nel solo mercato statunitense quasi la metà delle vendite e-commerce e il 5% di tutte quelle al dettaglio passeranno proprio da Amazon. Il mercato europeo non si discosta da questi numeri, con clienti che, nel punto vendita virtuale, si fermano mediamente 4,37 secondi. Un tempo evidentemente sufficiente per trovare ciò che cercano. E anche ciò che, forse, cercavano ma non sapevano di poter trovare.

Il ruolo dell'AI in questa capacità di "guida" è straordinario. Segue il cliente, lo asseconda, ma al contempo gli offre informazione e servizi aggiuntivi. Ecco perché l'impatto dell'AI nel retail moderno non è, né sarà unicamente nel settore dell'automazione. L'ambito applicativo dell'automazione è ancora prevalente, ma il retail moderno, come insieme di informazioni e conoscenze, si sta orientando sempre più verso l'ingegnerizzazione e la mixed reality.

I negozi di domani saranno smart place, luoghi fisici e al contempo virtuali dove le tecnologie Internet of Things consumer electronics, come sensori, smart cameras e assistenti digitali, potenzieranno le capacità di informazione e ricezione emotiva, processeranno dati per le aziende e li restituiranno come servizio all'utente.

Secondo Gartner, società per azioni multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo dell'Information Technology, questo uso avanzato dell'AI permetterà di creare oltre 2,3 milioni di posti di lavoro nei prossimi due anni.

I negozi di domani saranno sempre più smart place, luoghi fisici e al contempo virtuali.

Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail, ha spiegato proprio nel corso dell'Artificial Intelligence Expo of Applications come la digital transformation impatterà sul futuro del commercio. Big Data, certo. Ma soprattutto Smart Data, ossia un nuovo modo di focalizzare i dati grazie all'AI che li rende più "maneggevolI" e, di conseguenza, più profittevoli per clienti e aziende. Il data mix è, essenzialmente, collaborativo e, per questo, "intelligente".

Mondadori retail oggi opera sia nel fisico che nell'ecommerce, con oltre 600 punti vendita fisici, con 4 format di negozio (Megastore, Bookstore, Point, Club) e di 4 canali di vendita (punti vendita diretti, in franchising, web e bookclub), e serve oltre 20 milioni di clienti ogni anno, con un fatturato di oltre 196 milioni di euro.

DigitalTransformation & FutureCommerce

Milano, AIXA 2018

L'importanza di «seguire il cliente, ma soprattutto di capirlo», spiega Riganti, è fondamentale. L'uso evoluto di sistemi di AI, con insiemi e sotto insiemi di assistenti virtuali e operatori umani, è la formula vincente.

In un mondo dove il cliente è fluido, salta continuamente di livello e ha opzioni multicanale «è necessario implementare sistemi per capire istantaneamente che cosa il cliente vuole e che cosa si aspetta». Un'azienda vincente, oggi, è capace di seguire il cliente. Da qui l'importanza di «investire nella relazione», dove l'elemento umano svolge un ruolo cruciale, non di supporto all'AI.

Intelligenza umana e AI possono infatti generare collaborative intelligence proprio in un settore strategico come il retail. E, da qui, generare lavoro.

L'Intelligenza Artificiale, scrivevano di recente H. James Wilson e Paul R. Daugherty sulla Harvard Business Review, può potenziare le nostre capacità analitiche e decisionali e accrescere la creatività. Intelligente, collaborativa: è questa la rivoluzione del retail.

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