Ambizione Italia Morning Future
Orientare Trend 14 Novembre Nov 2018 0830 14 novembre 2018

Da Microsoft 100 milioni per ridurre lo skill mismatch

Ambizione Italia è il progetto di ecosistema che mira a coinvolgere 2 milioni di studenti in programmi e corsi. Nel perimetro della proposta nasce la piattaforma Phyd per l'orientamento lavorativo

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Una nuova ricerca di The Adecco Group dal titolo “Conoscenze, abilità e attitudini: una lettura dei desiderata d’impresa”, condotta in collaborazione con JobPricing e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dimostra come siano le soft skill a determinare sempre più l’occupabilità futura. Per molte categorie di lavoratori inoltre, le soft skill potranno anche avere un impatto positivo sulle retribuzioni, determinando un incremento fino al 42% in più sullo stipendio.

È proprio puntando a ridurre lo skill mismatch che nasce un Protocollo d’Intesa tra il Gruppo Adecco e Microsoft per avviare Phyd, una piattaforma digitale basata sul Cloud Computing e sulle tecnologie di Intelligenza Artificiale, in grado di aiutare chiunque vi acceda ad orientarsi nel proprio percorso formativo professionale e personale, sviluppando nuove competenze e aggiornando quelle già acquisite.

Sentiamo il dovere di supportare i lavoratori nel colmare il gap formativo e contribuire a costruire il futuro del lavoro in Italia

Andrea Malacrida, Country Manager di The Adecco Group Italia

Phyd permette di visualizzare il posizionamento di giovani e professionisti in una mappa che incrocia opportunità lavorative, requisiti e caratteristiche personali, consente di individuare i percorsi professionali più pertinenti e le traiettorie formative da seguire ed infine offre l’accesso ai corsi migliori per costruire il proprio futuro.

Andrea Malacrida

«Come player più rilevante nel mercato del lavoro in Italia sentiamo il dovere di supportare i lavoratori nel colmare il gap formativo e contribuire a costruire il futuro del lavoro in Italia», spiega Andrea Malacrida, Country Manager di The Adecco Group Italia, «Non è una notizia il fatto che l'offerta lavorativa c'è ma spesso non trova adeguate risposte. Quello che vorremmo è contribuire ad avvicinare domanda e offerta aiutando chi cerca lavoro a completare il proprio profilo professionale nel modo migliore».

In Italia infatti il tasso di disoccupazione resta tra i più alti in Europa –secondo Eurostat 10,4% contro 8,2% dell’Eurozona e 30,8% in termini di disoccupazione giovanile contro 16,6% – ed al contempo esiste un grande divario tra le competenze richieste e le skill disponibili sul mercato. «Una dicotomia che rallenta la crescita e che è possibile superare solo puntando sulla formazione, per far evolvere il Paese al passo con i tempi e con i nuovi trend tecnologici», ha spiegato Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, spiegando il grande sforzo dell'azienda. Phyd infatti, per la cui realizzazione il Gruppo Adecco ha investito 6 milioni di euro, rientra nel progetto di ecosistema Ambizione Italia dell'azienda informatica americana.

Silvia Candiani

Da Microsoft 100 milioni di investimento per iniziative, programmi e corsi che coinvolgeranno 2 milioni di studenti, Neet, giovani e professionisti, entro il 2020, per contribuire alla crescita del nostro Paese grazie all’Intelligenza Artificiale. Oltre a quella con The Adecco Group, partnership anche con LinkedIn, Invitalia, Cariplo Factory e Fondazione Mondo Digitale. Un enorme sforzo per sostenere la formazione, l’occupazione e la crescita del Paese.

«Oggi viviamo in un mondo iperconnesso, che può essere visto come un’intera piattaforma intelligente, nella quale l’Intelligenza Artificiale può davvero far avanzare le cose e fare la differenza», ha concluso Silvia Candiani.

Il fattore che frena l’adozione dell’AI è la scarsità di competenze, che comporta la necessità di riconvertire le persone che sono in azienda

Silvia Candiani, Amministratore Delegato di Microsoft Italia

Facendo però notare che «il fattore che frena l’adozione dell’Intelligenza Artificiale è la scarsità se non l’assenza di competenze, che comporta anche la necessità di riconvertire le persone che già sono in azienda. Per questo bisogna lavorare su un programma di etica digitale, anche il governo ci sta lavorando. E poi bisogna aiutare le aziende a partire con i loro progetti di AI. Tre le leve da usare: collaborare con la scuola, accelerare su profili specifici, dai data analyst ai cybersecurity expert e far sì che le persone restino impiegabili e continuino a investire sulle proprie competenze».

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