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Immaginare Trend 20 Agosto Ago 2018 0830 20 agosto 2018

Estate in città (ma all’estero): cinque destinazioni per scoprire il lavoro che cambia

Da Hangzhou, la nuova culla dell’hitech cinese a Lagos, cuore dello sviluppo africano: cinque città insolite, per visitare le frontiere dello sviluppo economico

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Che cosa ne direste, quest’estate, di andare a visitare la città dove potreste vivere e lavorare un domani? Per chi sogna carriere internazionali, che siano nell’IT o nella finanza, ecco le cinque mete da tenere d’occhio per tassi di sviluppo e opportunità professionali in crescita.

Estate significa relax, certamente, ma anche scoperta di posti nuovi, mete più o meno esotiche, da visitare e dove fantasticare di rimanere a lungo, magari persino in cui desiderare di trasferirsi. Trasferirsi? Sì, perché per chi è sempre alla ricerca della prossima sfida e di un impiego internazionale, è naturale che alcuni posti siano più appropriati di altri per gettare i semi di un futuro prosperoso. Le classifiche delle mete più ambite, in questo senso, sono infinite: dalle città in cui si vive meglio a quelle in cui è più facile lanciare una startup, da quelle più popolose alle meno inquinate. E se alcune sono le destinazioni classiche (Londra e Singapore per il FinTech, Vienna per la qualità della vita, New York per la vivacità culturale), ci sono tanti altri luoghi meno inflazionati e comunque ottimi per cominciare una nuova vita. Curiosi di sapere quali sono? Ecco le cinque città che ora e nel prossimo futuro promettono di più in termini di crescita economica e professionale.

  • Hangzhou, Cina
    Essendo il paese più popoloso del mondo, in Cina le megacittà nascono e crescono come funghi. La rapida urbanizzazione del territorio, infatti, ha dato una spinta non indifferente allo sviluppo economico, creando sempre più posti di lavoro e ricchezza. Lo svantaggio? I prezzi, soprattutto quelli del mercato immobiliare, sono saliti alle stelle. È anche per questo che una nuova ondata di urbanizzazione si sta rivolgendo ai centri abitati più piccoli e interni del paese, riuscendo comunque a offrire buone opportunità di lavoro a fronte di minori costi di vita. Hangzhou è un esempio di questa tendenza. Capitale della regione del Zhejiang, è stata offuscata a lungo dalle più conosciute Shanghai e Pechino, ma è soprattutto dal 2016, anno in cui ha ospitato il summit del G20, che ha iniziato ad emergere. E se il ritmo di crescita dell’economia cinese in generale sta iniziando a rallentare (aumentando il suo Pil annuale “solo” del 6%), Hangzhou invece continua a cavalcare l’onda dell’industria dell’hi-tech e dei servizi, crescendo a un tasso del 10% l’anno. Il settore IT in particolare genera il 23% del Pil totale della città, dettandone la crescita per il 45%. Sede del gigante dell’e-commerce Alibaba (e luogo di nascita del suo fondatore, Jack Ma), Hangzhou è conosciuta per essere la capitale del commercio elettronico in Cina. Ma è anche un enorme centro di produzione di apparecchiature tech e di biotecnologie, oltre che del settore chimico-farmaceutico (vi ha sede infatti l’Hangzhou East China Pharmaceutical Group, il più grande produttore di antibiotici dello Zhejiang): presto il gruppo Pfizer vi costruirà un centro di biotecnologie da 350 milioni di dollari.

  • Bangalore, India
    Bangalore, situata nell’entroterra nel sud dell’India, è praticamente la risposta asiatica alla Silicon Valley, casa di ben cinque tra gli otto unicorni (le startup che hanno oltrepassato il tetto di una valutazione di 1 miliardo di dollari) del paese. Flipkart, Ola, InMobi, Quikr e MuSigma, infatti, sono uno dei maggiori driver dello sviluppo della città, grazie ai loro servizi di store online, taxi, piattaforme di marketing, pubblicità e Big Data analytics. È proprio grazie a Bangalore se il settore IT indiano ha raggiunto un valore di 146 miliardi di dollari, un mercato talmente fiorente che si parla di una fuga di cervelli da Nuova Delhi e da diverse altre città indiane verso la città indiana. Riconosciuta come una delle città più progressiste e moderne del paese, Bangalore ospita anche molti studenti, probabili nuove leve da inserire nelle aziende tech. Basti dire che al cinema, prima dell’inizio del film, gli spettatori assistono alla proiezione di pubblicità per impieghi di sviluppo software, piuttosto che i trailer. Tutto va di pari passo con lo sviluppo culturale e la nascita di attività collaterali ai nuovi lavori digitali, come ristoranti, locali e bar. E sono tanti anche i business angels che contribuiscono allo sviluppo di nuove attività (nel 2014 Bangalore era quinta al mondo per volume di investimenti da parte dei Venture Capitalist, per un valore di 2,6 miliardi di dollari). Un luogo, non a caso, che sta attraendo sempre più talenti stranieri in questo nascosto, ma molto fervente, paradiso dell’innovazione e del lavoro.

  • Seattle, USA
    Se vi piace di più l’idea di rimanere in un contesto occidentale, gli Stati Uniti potrebbero fare al caso vostro. In particolare Seattle, nello stato di Washington, sta rapidamente raggiungendo la più nota San Francisco per quanto riguarda i livelli di attrattività per startup e imprese. Con un costo della vita minore e un miglior tasso di istruzione rispetto alla metropoli californiana, la città è mamma di giganti come Microsoft, Amazon, Starbucks e Costco, piazzandosi tra le migliori destinazioni per qualità degli stipendi ($132,000 l’anno) e possibilità di carriera. Chiamata anche Emerald City (anche se qui gli smeraldi non c’entrano; il nome è dovuto al fatto che sia la città che le zone circostanti sono ricche di verde tutto l’anno), Seattle ha una popolazione giovane e ben istruita, anche se rimane piuttosto costosa (dai caffè di Starbucks alle offerte sul mercato immobiliare). Ciò nonostante, rimane una delle destinazioni preferite dai turisti così come dagli investitori, che sulla città puntano in media 1,2 miliardi di dollari l’anno.

  • Lagos, Nigeria
    Da italiani e da europei, sicuramente non si è abituati a pensare a numeri così grandi, ma Lagos, Nigeria, è arrivata a raddoppiare la sua popolazione nel giro di appena un decennio, raggiungendo quota 14 milioni di abitanti nel 2016. Di questo passo, pare che si arriverà a 88,3 milioni nel 2100: sarà la metropoli più popolosa del mondo. Una crescita a cui si starebbe dietro a fatica, se non fosse che Lagos è già il principale centro commerciale e finanziario dell’Africa occidentale. In più, la costruzione in corso dell’Eko Atlantic, un enorme centro residenziale e commerciale (chiamato non a caso “la Manhattan nigeriana”) sull’isola di Victoria, accanto alla città, sta contribuendo a rendere l’ex capitale della Nigeria un centro nevralgico per l’imprenditoria del continente, favorita peraltro da un costo della vita molto basso. Da importante centro economico, la megacittà ha il Pil più alto di qualsiasi altra metropoli africana e vanta anche uno dei più grandi e importanti porti del continente.

  • Toronto, Canada
    Si tratta di una delle città più vivibili del mondo, tra le migliori al mondo per sicurezza, salute, infrastrutture, costo della vita e per facilità di lancio di nuove imprese, secondo l’ultimo rapporto di PwC “Cities of Opportunity” sulle città più vivibili del mondo. Forte di una grande attenzione e ricchezza nel settore bancario, Toronto è sede di alcune delle principali banche del Canada, oltre che di numerosi grattacieli (tra cui l’iconica CN Tower, molto simile alla torre della televisione di Berlino, anche se di gran lunga più alta), a fronte comunque di livelli di inquinamento estremamente bassi, pari a quelli di Stoccolma. Si tratta della capitale dell’innovazione canadese, oltre che di un gigante finanziario e commerciale a livello globale. Anche la vita culturale è dinamica: il Toronto Film Festival, solo per citare una delle attività, è un evento che attrae molti visitatori ogni anno. Se c’è una pecca, probabilmente è il freddo. Ma un tasso di disoccupazione del 6 per cento e una reputazione come capitale dell’occupabilità e dell’immigrazione la rendono comunque perfetta per trovare lavoro in poco tempo.

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