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Orientare Trend 10 Gennaio Gen 2018 0827 10 gennaio 2018

Le dieci città ideali per lo sviluppo del FinTech

Londra e Singapore sono in testa al ranking stilato da Deloitte, seguite da tre città americane. Male Milano, che però ha da poco lanciato un nuovo hub per le imprese

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Il FinTech è un settore in rapida crescita che sta rivoluzionando il mondo dei servizi finanziari, spaventando le imprese tradizionali che vedono scivolare una fetta sempre più grande di questo business verso le aziende che uniscono al meglio finanza e tecnologia.

Deloitte, colosso mondiale dei servizi di consulenza, ha stilato anche quest'anno un rapporto su quali siano le migliori città al mondo in cui sviluppare imprese di FinTech, prendendo in considerazione un database di 44 hub sparsi in altrettanti poli tecnologici in giro per il mondo.

Il risultato? Secondo i criteri della Deloitte – che mettono insieme la capacità di fare impresa (doing business), la competitività finanziaria e l'innovazione – le città migliori al mondo per il fintech sono Londra e Singapore.

La capitale del Regno Unito, scrive Deloitte, ha il “Fin” di New York, la “Tech” della costa occidentale degli Stati Uniti e i policymakers di Washington, il tutto a portata di trasporto pubblico, ovviamente. Tecnologia, capitali, risorse umane provenienti da tutto il mondo e istituzioni pronte a supportare le imprese: caratteristiche simili a quelle di Singapore, la città-Stato che quest'anno ha investito nello sviluppo del Fintech oltre 160 milioni di dollari di soldi pubblici, rendendo l'hub della tecnologia finanziaria il migliore di tutta l'Asia.

A completare il podio nel ranking di Deloitte c'è New York City, sostenuta da uno dei più consolidati sistemi di istituzioni finanziarie: Wall Street, si legge nel rapporto, “ha grande bisogno di innovazione nel FinTech, così tecnologie e talenti confluiscono per creare un ecosistema florido e vibrante”.

Restando in America, il quarto e il quinto posto del ranking sono occupati da altri due poli fenomenali: la Silicon Valley e Chicago. Il centro situato nella Baia di San Francisco, in California, è sinonimo di innovazione tecnologica. Un'innovazione che negli ultimi anni è virata anche sul FinTech e, come sottolinea Deloitte, nel futuro potrebbe crescere ancora, soprattutto per volontà del cosiddetto GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple, tutti insediati nella Silicon Valley).

Chicago rappresenta invece l'epicentro del FinTech in tutto il MidWest del Paese, catalizzando oltre 20.000 istituti finanziari: più del 6% della forza lavoro della città ha a che fare proprio con la finanza.

Milano è al trentesimo posto della classifica, dietro a quasi tutti i poli europei: Oslo, Dublino, Parigi, Bruxelles, Amsterdam.

Al sesto posto, Deloitte indica Hong Kong: il più grande centro finanziario dell'Asia costituisce una forte attrazione per il FinTech, complice la strategica vicinanza alla Cina.

La prima delle Europee, dopo Londra, è Zurigo. Si trova al settimo posto di questa classifica, grazie soprattutto al sistema svizzero, definito da Deloitte “affidabile, sicuro e stabile”, condizioni ideali per irrobustire il tessuto delle imprese, anche nel campo del FinTech.

All'ottavo posto troviamo Sydney, capace di essere un punto di riferimento non solo – e non tanto – in Oceania, ma soprattutto nell'Asia del Sud.

Completano le prime dieci posizioni del ranking Francoforte e Toronto: la prima è la principale Borsa dell'Eurozona e vanta un invidiabile sistema di startup, finanziatori e talenti; la città canadese, dal canto suo, cresce esponenzialmente nel FinTech, come testimonia il fatto che l'80% delle startup canadesi del settore abbia sede proprio a Toronto.

Resta fuori dalla Top Ten, quindi, Milano, che proprio in questi mesi ha lanciato Milan Fintech District, un nuovo hub che si pone l'obiettivo di fare sistema tra le realtà italiane del FinTech. La strada da fare è ancora molta, come testimonia il 30esimo posto nella classifica Deloitte, dietro a quasi tutti gli hub europei (oltre ai già citati, fanno meglio di Milano anche Oslo, Dublino, Parigi, Bruxelles, Amsterdam...), ma la strada tracciata sembra quella giusta e chissà che già l'anno prossimo il ranking non migliori sensibilmente.

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