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Ispirare Intervista 22 Dicembre Dic 2017 1100 22 dicembre 2017

Francesca Corsini, quell'unica ragazza iscritta a Ingegneria che oggi sviluppa app per iOs

Saper programmare è una delle competenze più richieste dal mercato del lavoro. Francesca è riuscita ad emergere in un ambiente complicato

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Quando sei l'unica ragazza di un corso universitario di 200 persone, prima ancora di vedertela coi libri, devi affrontare la diffidenza e il pregiudizio. D'altra parte, pensiero comune vuole che le donne siano più portate per le lingue, o magari per lettere, di certo non per i codici di programmazione o le formule matematiche. Con quei pregiudizi ci ha dovuto fare i conti anche Francesca Corsini, nata a Roma 38 anni fa, che da sette anni lavora come sviluppatrice di app per iOS, il sistema operativo di Apple.

E i suoi ricordi fanno ben capire che non dev'esser stato facile: “Quando arrivai all'Università Sapienza, nel 2000, mi dissero che avevano appena finito di costruire i bagni per le donne”. Da lì, dalla facoltà di Ingegneria meccanica fino agli uffici di Ing di Amsterdam, dove oggi lavora, Francesca ha avuto a che fare per lo più con ambienti molto maschili, e talvolta maschilisti: ”È vero, e ci sono stati episodi davvero spiacevoli, ma non ho mai pensato che stessi sbagliando strada. Anzi, quelle situazioni o le solite battute sulle donne non facevano che darmi ancora più forza”.

Non ho mai pensato che stessi sbagliando strada. Anzi, le solite battute sulle donne non facevano che darmi ancora più forza.

Francesca Corsini, ingegnere e programmatrice

Programmatrice, però, Francesca lo è diventata fuori dai banchi dell'Università: “La facoltà di Ingegneria – che ho pure finito un po' in ritardo, dopo il trasferimento a Roma Tre - non sarebbe servita, ho studiato molto da autodidatta con libri, corsi online e conferenze”. Negli anni ha lavorato molto per la Rai, nel team che ha sviluppato gran parte delle app della tv pubblica e dei suoi programmi. Poi il trasferimento in Olanda, ad Amsterdam. “Qui si è molto meno stressati: lavoro 36 ore a settimana e riesco avere un giorno libero in più rispetto a quando ero in Italia”, dice, riferendosi a un ambiente più sereno, ma non meno maschile: “Sono praticamente l'unica donna su una ventina di persone, ma qui non si azzardano a fare battute di cattivo gusto. Gestiamo la app dell'home banking di Ing e in più coordiniamo il lavoro delle applicazioni della compagnia nei diversi Paesi europei”. Condizioni ottime, che permetterebbero persino di non porsi l'eterno dilemma tra famiglia e carriera: “Ma questo per ora non mi riguarda - dice lei – convivo con il mio compagno e non abbiamo mai pensato di avere un figlio”.

Francesca Corsini, lavora come senior iOS developer alla ING

Se programmare è una delle skill piu richieste dal mercato del lavoro, è anche vero che Francesca è rara eccezione di un sistema in cui le donne, fin dagli studi, restano piuttosto in disparte. Il motivo? Culturale: “La mia stessa famiglia, quando avevo deciso di fare ingegneria, non era molto d'accordo. È un problema di stereotipi”. Quello che vuole il padre che mantiene la famiglia, e la donna a casa o al massimo con un part-time: “È un retaggio culturale da cui liberarsi, ma vedo che piano piano le cose stanno già cambiando”. Piccoli passi, come quello dei bagni per donne alla Sapienza, in quel 2000 da cui tutto ebbe inizio.

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