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Ispirare Best Practice 11 Dicembre Dic 2017 1100 11 dicembre 2017

Warren Buffett: l’innovatore che scommette sulle donne

Con un patrimonio da quasi 80 miliardi di dollari è il secondo uomo più ricco del pianeta e l'investitore che non sbaglia un colpo. Ecco perché, a quasi novant'anni, Warren Buffett rimane il mentor che tutti gli startupper vorrebbero avere

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È l’amico che ogni startupper vorrebbe avere, non importa che abbia quasi novant’anni. È lui il mentore la cui approvazione può valere all’istante svariati milioni di dollari, perché se Warren Buffett decide di scommettere su di te, vuol dire che allora farai molta strada, basta dare un’occhiata ai suoi protetti, da Bill Gates a Brian Chesky, fondatore di Airbnb.

D’altra parte non è tipo che sbaglia spesso Buffett, soprattutto quando si parla di soldi e innovazione, tanto da essersi guadagnato per la sua abilità negli investimenti, il soprannome di “Oracolo di Omaha”, la sua cittadina natale nel profondo Midwest degli Stati Uniti dove ancora oggi vive per una buona parte dell’anno, nella stessa casa acquistata all’inizio degli anni '50 per poco più di 31mila dollari. Morigeratezza è infatti una delle parole d’ordine di Buffett, che ha diseredato la nipote per aver partecipato ad un reality per ereditieri in cui faceva bella mostra del suo stile di vita lussuosamente sopra le righe.

«Le macchine non mi interessano e il mio obiettivo non è rendere gli altri invidiosi, non bisogna confondere il costo di vita con la qualità della vita», ha dichiarato Buffett che fino ad una decina di anni fa, come CEO della Berkshire Hathaway, holding da lui fondata, percepiva uno stipendio base di 100mila euro, una cifra parecchio contenuta se paragonata agli stipendi stellari di altri magnati, soprattutto considerando che il fatturato della società sfiora i 224 miliardi di dollari di fatturato.

«Alla mia età la cifra che hai in banca non conta più niente, se nessuno ha una buona opinione di te, vuol dire che la tua vita è un disastro»

Warren Buffett

D’altronde, come ha più volte ripetuto, «Alla mia età la cifra che hai in banca non conta più niente, se nessuno ha una buona opinione di te, vuol dire che la tua vita è un disastro». Un’affermazione coerente con il suo impegno filantropico. Nel 2006 Buffett si era fatto promotore insieme a Bill Gates del Giving Pledge, l’appello lanciato agli ultramiliardari del mondo di donare gran parte del proprio patrimonio in beneficenza. «Voglio lasciare ai miei figli abbastanza perché possano fare tutto ciò che vogliano, ma non abbastanza da poter permettersi di non fare niente», tanto che Buffett aveva addirittura dichiarato che, nel tempo, avrebbe donato tutte le sue quote della Berkshire Hathaway, promessa che sembra stia mantenendo. Per ora ha donato in beneficienza il 40% delle sue quote e dall’inizio del 2017 l’Oracolo di Omaha ha già donato oltre 3 miliardi di dollari alla Bill & Melinda Gates Foundation e alle quattro fondazioni da lui create a nome della prima moglie e dei figli.

Voglio lasciare ai miei figli abbastanza perché possano fare tutto ciò che vogliano, ma non abbastanza da poter permettersi di non fare niente

Warren Buffett

Eppure, con il suo patrimonio netto da 78,9 miliardi di dollari, Warren Buffett è in vetta alla classifica di Forbes delle persone più ricche del mondo, secondo solo al suo amico Bill Gates.

Classe 1930, figlio di un membro del Congresso degli Stati Uniti, Buffett ha iniziato la sua carriera in finanza fin da piccolissimo, la leggenda vuole infatti che abbia acquistato le sue prime azioni ad appena 11 anni e abbia fatto la sua prima denuncia dei redditi a 13, mentre a 15 avrebbe acquistato un appezzamento di terra che avrebbe poi affittato a dei contadini locali. A cambiargli la vita, permettendogli di entrare nel gotha della finanza mondiale è un libro: “The Intelligent Investor”, scritto da quel Benjamin Graham che sarà poi professore di Buffett alla Columbia University e diventerà suo mentore, invitandolo dopo l’università a lavorare per la Graham-Newman Corp., considerato da molti il primo vero hedge fund della storia.

Quando sarà il suo momento di andare in pensione, sarà proprio Graham a chiedergli di sostituirlo ai vertici del fondo, proposta che Buffett rifiuta: l’idea è tornare nella sua cittadina natale, Omaha. È qui che fonda la Buffett Partnership, un fondo d’investimento aperto dopo che alcuni parenti e amici gli affidano la gestione del proprio denaro.

La costruzione dell’impero inizia così, tenendo bene a mente la strategia di Graham del cosiddetto “Value investing”, la ricerca di titoli sottovalutati da comprare e tenere per lunghissimi periodi, è così che riesce ad acquisire delle partecipazioni in alcuni dei più importanti gruppi americani, dalla Coca Cola alla Gilette, fino a McDonald's, arrivando poi ad acquistare la Berkshire Hathaway, un’industria tessile in declino che lui trasforma in quella che diventerà una delle più potenti holding al mondo, oggi attiva in oltre 70 settori di business, dalla biancheria, fino ai Jet Privati con oltre 300mila dipendenti.

L’innovazione paziente

Amico, mentor, affascinato dai mille modi in cui l’innovazione può trasformare il mondo, se Warren Buffett è considerato un guru in Silicon Valley, tra gli ospiti d’onore più ambiti nei più importanti eventi sull’imprenditoria, è anche vero che il magnate del Midwest tende ad investire in aziende già avviate, aspettando che le startup escano dalla loro fase di lancio.

La chiave del successo, per lui è la prudenza, come racconta anche Brian Chesky: «Il consiglio che mi ha dato su Airbnb è stato, “arricchisciti lentamente”, anche se, nella nostra crescita di lento non c’è stato nulla».

Un suggerimento però che è molto in linea con la strategia di investimento di Buffett: «Insisto sempre che si debba investire molto tempo, ogni giorno, nello stare seduti a pensare. È una cosa che non è per nulla comune negli Stati Uniti. Io leggo e penso. Così facendo, prendo molte meno decisioni impulsive della maggior parte delle persone in questo business». Obiettivo, per Buffett: minimizzare il rischio, da qui l’ammirazione per Jeff Bezos, creatore di Amazon, in grado di differenziare la sua attività dall’investimento nel Washington Post, alla creazione di una sua agenzia spaziale privata, «È l’uomo d’affari più visionario e abile al mondo, non c’è nessun altro come lui».

Investi prima di tutto in te stesso

«Non c’è miglior investimento di quello in te stesso», su questo Buffett non ha dubbi. «Dai la priorità a ciò che ti fa stare bene, pensa prima di tutto alla tua salute e al tuo spirito, mangia sano, bevi molta acqua, leggi tanto e non smettere mai di imparare». Un approccio che Buffett applica anche al lavoro. «Capita spesso che le persone mi chiedano consigli su dove è meglio che vadano a lavorare e io rispondo sempre la stessa cosa: per chi ammirate di più». L’Oracolo di Omaha afferma infatti di essere stato il primo ad aver seguito questo consiglio. «Io ho imparato a mettermi in affari solo con persone che mi piacciono, di cui mi fido e che ammiro».

Una filosofia che ha cercato di portare anche in azienda, «Ci basiamo molto su un codice morale di comportamento, più che su decine e decine di regole», ha dichiarato Buffett che dai suoi dipendenti chiede, prima di tutto, onestà perché, ha spiegato, «per costruirsi una reputazione ci vogliono vent’anni, ma bastano appena 5 minuti per distruggerla».

E quando si parla di lavoro, l’Oracolo di Omaha ha un consiglio: «Nel mondo degli affari le persone che hanno più successo sono quelle che fanno ciò che amano», ha spiegato diverse volte. «Devi davvero pensare a cosa ti renderà orgoglioso della tua vita quando sarai vecchio e ti volterai indietro. Quella è la direzione giusta in cui andare».

Per costruirsi una reputazione ci vogliono vent’anni, ma bastano appena 5 minuti per distruggerla

Warren Buffett

Scegli i tuoi eroi con cura

Se morigeratezza e pazienza sono due pilastri per costruirsi un futuro di successo, il terzo, secondo Buffett, riguarda le relazioni. «È meglio circondarsi di persone che sono migliori di te. Scegli di stare con persone il cui comportamento è migliore del tuo e molto facilmente andrai nella loro stessa direzione», ha dichiarato Buffett, secondo cui i rapporti interpersonali sono fondamentali per costruirsi un futuro di successo, un’esperienza che ha provato in prima persona grazie al sodalizio con il suo professore universitario, Benjamin Graham, il mentore che gli ha aperto le porte dell’élite finanziaria globale.

«Nella vita è molto importante scegliere quali sono i tuoi eroi. Lo chiedo sempre agli studenti universitari che incontro. “Dimmi chi sono i tuoi eroi e ti dirò che tipo di persona diventerai”». E tra i suoi eroi, l’Oracolo di Omaha annovera il padre e, ovviamente, proprio Graham, «È stato l’insegnante di investimenti più grande che ci si possa immaginare».

«La vita è una lotteria, avevo il 50% di probabilità di nascere femmina, con lo stesso quoziente intellettivo e lo stesso talento, il che però avrebbe ristretto moltissimo le mie possibilità di carriera»

Warren Buffett

Il futuro è donna

Proprio per restituire un po’ del sostegno ricevuto agli inizi della carriera da persone affermate come Graham, Buffett ha deciso di diventare un mentore di alcune tra le menti più brillanti della Silicon Valley, dando priorità alle donne.

«Una delle ragioni del mio successo è che ho dovuto competere solo con la metà delle persone», ha spiegato, «la vita è una lotteria, avevo il 50% di probabilità di nascere femmina, con lo stesso quoziente intellettivo e lo stesso talento, il che però avrebbe ristretto moltissimo le mie possibilità di carriera, riducendola a quelle delle mie sorelle», ha affermato, ricordando che all’epoca i lavori per donne erano principalmente quelli di maestra, segretaria e infermiera.

«Le donne hanno lo stesso identico potenziale che hanno gli uomini, è nostro dovere aiutarle a liberarlo». Un’idea che ha portato avanti sin dagli anni '50 quando alla University of Nebraska era diventato professore di un corso dal titolo Women and Investing, proprio indirizzato alle donne. Più di sessant’anni dopo, l’Oracolo di Omaha ha invece appoggiato il movimento globale Lean In, lanciato dalla COO di Facebook, Sheryl Sandberg per sostenere l’avanzamento femminile nei posti di lavoro, diventando mentor per le imprenditrici più promettenti della Silicon Valley.

«Guardate il progresso che abbiamo fatto come umanità negli ultimi 300 anni, usando solo la metà del nostro talento. Voglio dire, immaginatevi cosa succederà quando saremo in grado di utilizzare tutto il talento, al 100%».

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