Branson
Ispirare Best Practice 11 Ottobre Ott 2017 1104 11 ottobre 2017

Richard Branson: «Food e innovazione. Così apparecchio il futuro»

Il visionario fondatore di Virgin Records, un impero da 5 miliardi di dollari, a quasi 70 anni non ci pensa nemmeno alla pensione. E continua a investire. Prossima fermata? La rivoluzione dell’industria alimentare

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Tra gli imprenditori più visionari del pianeta c’è lui e tra quelli più cool nessuno lo è più di lui. Sulla cresta dell’onda dagli anni Settanta, sempre impeccabile, sempre la massima giusta al momento giusto, oltre ad essere un monumento al self-made man, l’uomo che si è fatto da solo, Richard Branson, insignito del titolo di Sir, cavaliere per meriti imprenditoriali dalla regina, è anche tra i miliardari più carismatici al mondo. Non per niente è stato lui ad ospitare Barack e Michelle Obama, in vacanza post-presidenziale, a Moskito Island, l’atollo nei Caraibi di sua proprietà. Le foto del tycoon e dell’ex-presidente impegnati in una gara di kitesurfing, lo scorso febbraio, hanno fatto il giro del pianeta guadagnandosi milioni di like.

Londinese, classe 1950, papà-icona di Virgin Records, l’etichetta discografica da lui fondata e diventata in pochi anni un colosso dell’industria musicale, Sir Richard Branson ha iniziato la sua carriera a 16 anni, dopo aver lasciato la scuola senza nemmeno finire le superiori. «Sono dislessico e questo veniva considerato un handicap: i miei insegnanti pensavano che fossi pigro, poco intelligente e che non riuscissi a tenere il passo con gli altri», ha scritto in un articolo sul Sunday Times. «Nel mondo reale però la mia dislessia è diventata un vantaggio enorme: mi ha aiutato a pensare in modo creativo e a vedere soluzioni dove gli altri vedevano solo problemi».

La mia dislessia è diventata un vantaggio enorme: mi ha aiutato a pensare in modo creativo e a vedere soluzioni dove gli altri vedevano solo problemi.

Richard Branson, Fondatore di Virgin Records

E Branson infatti è oggi un’icona del pensiero creativo e del problem solving. E se la sua strategia aziendale viene usata come case study negli MBA più prestigiosi, i racconti della sua vita privata sono ormai celeberrimi. Famosissimo l’aneddoto secondo cui, rimasto bloccato in aeroporto per la cancellazione di un volo, Branson aveva organizzato un altro volo privato, raccogliendo le adesioni degli altri passeggeri rimasti a piedi come lui. D’altronde, ha spiegato, «lanciare un’attività imprenditoriale significa lanciarsi in un’avventura in cui si passa tutto il tempo a risolvere problemi». La prima esperienza fu un magazine studentesco distribuito in scuole diverse: «Mi sono buttato in questo progetto, andando oltre la mia dislessia».

L’hippie con la passione per l’innovazione

Fu proprio per sostenere il magazine, che Mr. Virgin decise di fondare una piccola attività di vendita di dischi per corrispondenza, la Virgin. Era il 1970, Branson aveva vent’anni e viveva in una comune, con un gruppo di musicisti hippie. Non un successo immediato, ma un’iniziativa abbastanza remunerativa da permettergli di espandere il business, aprendo uno studio di registrazione e diversi negozi di dischi. Il Gruppo Virgin fu creato così.

Da allora Branson ha lanciato oltre 400 iniziative imprenditoriali, cimentandosi praticamente in tutti i settori, dalle linee aeree agli hotel, dalla telefonia alle banche, arrivando - come chiunque nel gotha dei mega-miliardari globali voglia davvero guadagnarsi l’etichetta di vero innovatore - alla corsa nello spazio. A quasi settant’anni, con un patrimonio netto da 5 miliardi di dollari, però Branson non si ferma qui.

Tra i più importanti investitori al mondo, Sir Branson ha trasformato il suo atollo alle Isole Vergini in un polo dell’innovazione, qui vengono ospitati scienziati e imprenditori che vogliono isolarsi per concentrarsi sul proprio progetto, oltre anche ai vincitori dell’Extreme Tech Challenge, il concorso per startup tecnologiche più importante al mondo: i vincitori sono seguiti personalmente da Branson nello sviluppo della propria impresa.

Sir Virgin, insomma, non ha nessuna intenzione di andare in pensione. Dalla sua enorme villa nei Caraibi, dove vive stabilmente, continua a scommettere sul futuro.

La rivoluzione dell’industria alimentare

L’ultimo mercato su cui Branson ha deciso di investire è quello alimentare. Vegetariano e convinto ambientalista, Mr Virgin ha puntato su Memphis Meat, una startup impegnata nella produzione di carne in laboratorio, attraverso l’utilizzo di cellule prelevate da una selezione di bovini e suini di alta qualità. Bistecche in provetta che rispettano l’ambiente, insomma. Richard Branson infatti di una cosa è sicuro: tra trent’anni non ci potremo più permettere il consumo di risorse necessario per la produzione di carne, e se vorremo la bistecca, dovrà essere quella prodotta in laboratorio. Una previsione, tra l’altro, condivisa anche da Bill Gates, anche lui tra gli investitori di questa startup.

Scordatevi la sicurezza, il futuro è imprevedibile

Innovare, cambiare, mai rimanere fermi: sembra questo il mantra di Richard Branson. «Le aziende non sono a prova di futuro e nulla dura per sempre», ha scritto nella sua biografia, «gli imprenditori devono adattarsi, evitare di essere nostalgici. A volte bisogna portare l’azienda in una direzione completamente diversa, perché le circostanze e le opportunità non sono più quelle di prima», un atteggiamento che, secondo Branson, deve essere adottato non solo dagli imprenditori. «Bisogna essere di ispirazione ai dipendenti, perché tutti inizino a pensare come degli imprenditori. Più responsabilità si danno alle persone, migliori saranno i loro risultati».

Piena fiducia ai dipendenti perché, secondo il Branson pensiero, sono loro la chiave del successo aziendale. «Se le persone sono orgogliose di ciò che fanno e del brand per cui lavorano, se si sentono trattate bene, se hanno la percezione che ci si prende cura di loro, allora saranno felici e per i clienti sarà più facile avere una buona esperienza», ha dichiarato Branson. «Se invece non si sentono apprezzate, trattate bene, nella migliore delle ipotesi, faranno il loro lavoro con un sorriso tirato e i clienti non vorranno più tornare. Ecco perché da noi non sono i clienti ad avere la precedenza, sono i dipendenti. Se ti prendi cura di loro, allora loro si prenderanno cura dei clienti».

Una filosofia che si traduce in altri aspetti, come ad esempio la possibilità di lavorare da casa, avere orari flessibili e permessi illimitati. «Ci piace trattare i dipendenti dai adulti responsabili (cosa che ovviamente sono). E questa è una delle ragioni per cui attiriamo i professionisti migliori», ha spiegato Branson. «Non è efficace né produttivo obbligare le persone a comportarsi in modo convenzionale. Gli orari flessibili incoraggiano lo staff a trovare un equilibrio migliore tra il lavoro e la vita privata e così diventano più felici e produttivi». Un approccio al lavoro che Mr. Virgin ha adottato personalmente. «Mi piace molto il concetto di orari flessibili e lavoro da remoto, personalmente è una cosa che faccio da 50 anni. Non ho mai avuto una scrivania vera e propria o un ufficio e, sicuramente, non ho mai timbrato il cartellino», ha affermato Branson, elencando tutti i luoghi non convenzionali che lui e il suo team hanno trasformato in ufficio, tra quelli a cui è più affezionato, una casa sull’acqua. «Lì ci ho vissuto, lavorato e giocato, ho tenuto delle riunioni, mentre badavo a mio figlio, cercando di passare coi bambini il maggior tempo possibile. Alcuni dei miei ricordi più belli e dei contratti più importanti sono stati chiusi proprio in quella casa sull’acqua».

I coraggiosi non vivranno per sempre, ma le persone più caute non vivono affatto!

Richard Branson

L’avventura più grande di tutti i tempi

«I coraggiosi non vivranno per sempre, ma le persone più caute non vivono affatto!» È questa una delle citazioni più famose di Mr Virgin, secondo cui, essere imprenditori significa avventurarsi in luoghi inesplorati: ci sono ancora molte cose da scoprire, inventare e raggiungere e per farlo ci vuole coraggio. D’altronde il tycoon londinese di avventure se ne intende parecchio, non solo imprenditore e investitore senza paura ma anche appassionato di sport estremi, ha attraversato la Manica in kitesurf e l’Atlantico in mongolfiera, battendo tutti i record di velocità, eppure la sfida più grande lo sta ancora spettando: è il viaggio nello spazio. Registrata nel 1999, Virgin Galactic è la prima società pensata per organizzare viaggi turistici in astronave, un sogno nato da ragazzo, mentre guardava l’allunaggio in Tv e se la società è ancora, dopo quasi vent’anni, in una fase di ricerca e sviluppo, Branson è sicuro del risultato: «sarà l’avventura più grande di tutti i tempi» e lui non ha nessuna intenzione di lasciarsela scappare.